Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque. Comunicato a seguito della decisione della Corte di Appello di Atlanta sui Cinque cubani



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Nella giornata di ieri, 4 Giugno, la Corte di Appello dell’Undicesimo Circuito di Atlanta ha fatto conoscere il suo verdetto sul ricorso in appello presentato dalla difesa dei Cinque cubani.

In un scritto di 99 pagine, e per decisione unanime, i tre giudici riaffermarono le accuse di colpevolezza contro i Cinque Patrioti Cubani ed annullarono le sentenze di tre di loro, che dovranno essere giudicati nuovamente.

Hanno confermato le sentenze di René Gonzalez: 15 anni di prigione e Gerardo Hernández: due ergastoli più 15 anni.

Su Gerardo, la decisione del pannello non fu unanime, ma 2-1. La giudice Kravitch ha affermato in 16 pagine che il governo non presentò le prove sufficienti per accusare Gerardo di cospirazione per commettere assassinio.

I casi di Ramon Labañino: ergastolo più 18 anni, Fernando González: 19 anni, ed Antonio Guerrero: ergastolo più 10 anni, furono inviati nuovamente alla giudice Joan Lenard del Tribunale della Florida, perché proceda con delle nuove sentenze.

La Lenard dovrà convocare un’udienza per emettere le nuove sentenze. Questa è la stessa giudice che impose le gravi ed ingiuste condanne ai Cinque nel 2001.

La corte di Atlana si pronunciò affermando che gli argomenti della difesa non avevano forza. Ci stupiscono i termini politici usati nella sentenza della Corte, lontani dalle istanze legali e favorendo il governo.

La sentenza dei giudici lascia aperte varie contraddizioni tra le opinioni di due di loro ed il parere redatto e firmato dal giudice Pryor. Un giudice ultraconservatore che ottenne la sua nomina grazie all’attuale candidato repubblicano McCain, nonostante l’opposizione del Senato.

Gli avvocati della difesa: Weinglass, MacKenna, Horowitz, affermarono che continueranno la battaglia legale iniziata nel dicembre del 2001, quando furono ingiustamente condannati. Ci sono ancora, legalmente, delle strade da seguire.

Al di sopra degli stratagemmi legali del governo degli USA per dilatare l’ingiusta prigione dei nostri Cinque Fratelli, non sorprende la decisione della sentenza, al contrario, ci riafferma molto di più la necessità di continuare lottando senza riposo per denunciare questa colossale ingiustizia.

Un’altra volta si mette a nudo il cinismo del governo nordamericano, che nella stessa giornata di ieri, in un’altra città degli USA, continuò la sua farsa per proteggere il criminale Luis Posada Carriles, che gode di totale libertà, invece di qualificarlo come terrorista per i suoi crimini contro l’umanità ed estradarlo in Venezuela, il cui governo lo reclama da 3 anni per essere latitante da questo paese.

Gerardo, non si è sorpreso della decisione: “questo è lo stesso sistema di giustizia che ha incarcerato da più di 20 anni Mumia, Leonard Peltier e i prigionieri politici portoricani”, ci ha detto questa mattina.


“Sconteremo gli anni che ci mancano, 30, 40, quelli che saranno, finché rimane almeno uno di voi resistendo, anche noi continueremo a resistere, fino a che si faccia giustizia”.

Gerardo ci chiede che trasmettiamo a tutti la sua fiducia:


“... a tutti quelli che chiedano, ditegli che sto bene, con molta forza e sempre avanti”.

Insieme a tutti i nostri amici, comitati e fratelli del mondo richiamiamo a raddoppiare l’appello per loro, mobilitandoci a partire da domani 6 giugno, in tutte le maniere possibili, come lo faranno negli USA, Europa ed America Latina, di fronte alle sedi del governo terrorista degli USA, che mantiene in prigione i nostri Cinque Fratelli.

SOLO LA SOLIDARIETÀ, LA DENUNCIA COSTANTE E LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE OTTERRANNO LA LIBERTÀ DEI CINQUE.

5 giugno 2008

Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque






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