Dichiarazione della Assemblea Nazionale del Potere Popolare della Repubblica di Cuba (11 luglio 2008)



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Quando il 9 agosto 2005, il Pannello dei tre giudici della Corte di Appello di Atlanta, determinò unanimemente di revocare le condanne ed ordinare un nuovo giudizio per i Cinque Antiterroristi cubani incarcerati nelle prigioni degli Stati Uniti, considerando che Miami non era una sede accettabile per giudicarli, sembrava che finalmente il sistema giudiziale nordamericano stesse facendo giustizia in questo lungo processo, pieno di arbitri e manipolazioni.

Un anno dopo il Plenum della Corte, con un inedito verdetto nella storia giudiziaria nordamericana, decise contro il giudizio dei suoi tre giudici, convalidò il giudizio celebrato a Miami e rimise di nuovo il caso nelle mani del Pannello perché considerasse il resto dei temi su cui appellava la difesa.

Dopo 22 mesi di attesa, lo scorso 4 giugno, il Pannello dei tre giudici, respinse quasi tutti gli argomenti di appello allegando che gli stessi “non avevano fondamento” e confermò i verdetti di colpevolezza dei Cinque antiterroristi cubani e due sentenze, quelle di René González (15 anni) e Gerardo Hernández (due ergastoli, più 15 anni).

Inoltre, annullò tre delle sentenze: Ramón Labañino (ergastolo più 18 anni), Antonio Guerrero (ergastolo più 10 anni) e Fernando González (19 anni) inviandoli alla Corte di Miami affinché siano riviste dalla stessa giudice, Joan Lenard, che impose le smisurate condanne, che ora la Corte superiore dichiara contrarie alla legge. Indicando errori nelle sentenze dell’accusa di “cospirazione per commettere spionaggio” i giudici riconobbero, dopo 10 anni, quello che lo stesso Governo all’inizio del processo aveva riconosciuto attraverso la sua Segreteria di Difesa: che non c’era niente nelle informazioni ottenute dai Cinque che avesse carattere segreto né che colpisse la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La decisione 2-1 di ratificare la condanna a Gerardo Hernández per l’accusa di “cospirazione per commettere assassinio” ignora ciò che ha confessato il pubblico ministero durante il giudizio e davanti alla Corte di Appello, ammettendo che non aveva potuto dimostrare questa accusa e che “alla luce delle prove presentate” ciò costituiva un “ostacolo insuperabile” che dovrebbe condurre al fallimento dell’accusa. La giudice Kravitch con un’opinione discrepante si è opposta nel Pannello alla ratifica di questa accusa, considerando che il Governo non aveva presentato nessuna evidenza per fondare la sua accusa.

La decisione di 99 pagine fu redatta dal giudice, William Pryor, che è stato designato dalla Corte per fare parte del Pannello nel 2007 e che favorisce esplicitamente la posizione del Governo con un linguaggio piagato di pregiudizi anti-cubani e perfino cambia i fatti menzionati a beneficio degli accusati da quello stesso Pannello nella sua decisione anteriore e ne manipola altri che fanno parte dell’espediente del caso.

La nomina di Pryor come Giudice Federale da parte del Presidente Bush è stata altamente controversa per le sue posizioni di estrema destra e generò delle denunce in importanti circoli politici e nell’opinione pubblica nordamericana, che affermarono che i suoi criteri legali estremi e scorretti avrebbero fatto in modo che il livello federale della giustizia fosse meno abile nel proteggere i diritti costituzionali. Questo giudice, fu confermato nella nomina dal Senato col voto contrario di 45 legislatori, mediante un accordo che ha trattato l’attuale candidato presidenziale repubblicano, John McCain.

Richiama l’attenzione che questa decisione si fa conoscere nel contesto dell’attuale processo elettorale nordamericano, ed in momenti in cui il governo degli Stati Uniti intensifica le sue manovre per dare permanente protezione, rifiutandosi di estradarlo in Venezuela, al famoso e confesso terrorista Luis Posada Carriles, evaso da un carcere venezuelano, quando veniva giudicato per la distruzione in plenum volo di un aeroplano civile cubano con 73 persone a bordo, violando così accordi internazionali contro il terrorismo.

I nostri Cinque patrioti prossimi a compiere 10 lunghi anni di ingiusto e crudele incarceramento, sottomessi ad inumane punizioni, privati delle visite regolari dei loro parenti, e due di loro senza nessuna visita delle loro mogli, stanno scontando la colpa di essere dei cubani che lottavano contro i gruppi terroristi situati nel sud della Florida, con la protezione delle autorità nordamericane.

L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, facendo sua la giusta indignazione di tutto il popolo cubano e dei famigliari dei nostri Cinque compagni, condanna questa assurda decisione e la continua manipolazione di cui è oggetto questo processo totalmente arbitrario. In questo senso saluta ed appoggia la Dichiarazione e gli accordi adottati nell’Incontro Parlamentare Latinoamericano-caraibico realizzato in Panama il 7 e l’8 luglio 2008 e fa un appello ai parlamenti di tutto il mondo perché si sommino a questa iniziativa e ad intraprendere molte altre azioni fino ad ottenere la liberazione dei nostri Cinque compatrioti.

Assemblea Nazionale del Potere Popolare della Repubblica di Cuba
L’Avana, 11 luglio 2008
“50° ANNO DELLA RIVOLUZIONE”










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