Lettera ai candidati al Parlamento, ai governi regionali e comunali (marzo 2008)



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La difesa dei diritti umani, delle libertà individuali e collettive, delle regole democratiche è da sempre stata, e lo è ancor di più oggi, un elemento chiave della crescita e sviluppo di un paese evoluto.

È su questo che ci permettiamo dunque di chiedere ai candidati al Parlamento, ai Governi regionali e comunali, un serio impegno legislativo e politico e il proprio sostegno a tutela dei diritti delle persone detenute ingiustamente e private della libertà personale.

Poniamo la tua attenzione su una vicenda che vede l’ingiusta prigionia di Cinque “patrioti” cubani sequestrati nelle prigioni statunitensi. Vogliamo sottolineare la natura politica di questo caso, in palese violazione delle stesse garanzie processuali previste dall’ordinamento giudiziario statunitense, sia per quanto riguarda la negazione dei diritti della difesa, sia per il trattamento inumano riservato ai Cinque, sottoposti a regime di carcere duro e privati persino delle visite dei propri familiari.

I Cinque sono agenti dell’intelligence cubana infiltrati a metà degli anni novanta nella colonia di esuli cubani di Miami al cui interno operano i terroristi anti Cuba, per cercare di smascherare i responsabili di un’attività criminosa che ha causato, ad oggi, 3478 morti e 2099 invalidi permanenti sul territorio cubano. I Cinque riuscirono a reperire le prove delle azioni criminose e il governo dell’Avana le segnalò all’allora presidente Clinton. Ma l’Fbi, invece di neutralizzare i terroristi, arrestò per spionaggio i Cinque cubani che da dieci anni sono in carcere, che hanno avuto un processo farsa a Miami solo dopo tre anni di sofferenze in prigioni “speciali” (per un periodo addirittura in completo isolamento) e che ora affrontano con qualche speranza un nuovo processo, dopo che l’estate scorsa la Corte d’appello di Atlanta ha riconosciuto il pregiudizio che ha viziato l’intero processo e le omissioni commesse riguardo al diritto degli imputati e alla valutazione delle prove. Tutto questo mentre i protagonisti di questa feroce attività terroristica sono liberi negli Stati Uniti.

René González, Antonio Guerrero, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e Fernando González, i Cinque, come sono noti internazionalmente, sono stati condannati a ingiuste condanne che vanno da due ergastoli fino a 15 anni di privazione della libertà e sottoposti a difficili condizioni di reclusione per fatti che non hanno commesso.

Per loro e per i diritti fondamentali, universali, inviolabili e indisponibili, che spettano a ciascun individuo, chiediamo ai candidati alle prossime elezioni, un concreto impegno per giungere alla giusta liberazione dei Cinque.

Già nella presente legislatura circa cento parlamentari della Sinistra/Arcobaleno hanno aderito e contribuito a varie iniziative volte in tal senso.

Ti chiediamo quindi di continuare tale impegno di giustizia e di civiltà, nell’ambito del tuo prossimo mandato elettivo.

Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.



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