Il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque ha rinnovato i suoi organismi e ha deciso di rilanciare la sua solidarietà con i Cinque.
L’incarcerazione dei cinque cittadini cubani, detenuti oramai dal 12 settembre 1998 nelle carceri statunitensi, rappresenta per molti versi una lesione dei principi internazionalmente riconosciuti dello Stato di diritto.
Risultano, infatti, del tutto pretestuose le accuse di omicidio e spionaggio per le quali sono stati condannati a pesanti pene detentive i cinque antiterroristi cubani, che svolgevano attività volte esclusivamente a prevenire attentati terroristici sul suolo cubano ed altrove, reperendo informazioni in modo nonviolento.
L’amministrazione statunitense, avvertita dalle autorità cubane e richiesta di collaborazione nella repressione del fenomeno terroristico che veniva organizzato a partire dal suo territorio, non ha ottemperato all’obbligo di cooperare contro il terrorismo sancito dal diritto internazionale vigente.
I vari processi, non hanno rispettato gli standard minimi del trattamento processuale equo, stabiliti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato dagli Stati Uniti, e dalla Costituzione statunitense.
Per giunta, i diritti umani dei Cinque sono stati ulteriormente violati con lunghi periodi di detenzione in isolamento, del tutto ingiustificati alla luce delle stesse regolamentazioni carcerarie, e l’immotivato rifiuto di incontrare i parenti più prossimi.
Un appello indirizzato al nuovo presidente degli Stati Uniti Barak Obama da vari Premi Nobel è rimasto finora senza alcuna risposta.
Per tutti tali motivi abbiamo ritenuto importante ricostituire il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque e lanciare un’ulteriore campagna alla società civile, alle associazioni democratiche e culturali, ai movimenti politici e ai nostri parlamentari in difesa dei diritti dei cinque agenti antiterroristi cubani e dell’ordinamento giuridico internazionale.